21/02/15 taz

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Sabato 21 di febbraio, anomali sono entrati nello stabile abbandonato dall’ex azienda Quacker Chemical Srl. L’intenzione è stata quella di far rivivere anche se per solo una sera un posto morto in una città morta come Verona.
Un posto che non è sempre stato così, infatti anni fa l’ex fabbrica era stata occupata, per la durata di 3 anni, da un collettivo veronese, trasformandolo nel CSOA La Chimica.

Anche per questo motivo abbiamo deciso di entrare in quel capannone piuttosto che in un altro, per il forte valore simbolico che poteva avere.
Rimarcare l’esigenza di un posto libero a Verona, come dovunque.
Questo nella nostra città non c’è, e di certo non perché manca l’esigenza, ma perché ad ogni tentativo negli anni, da parte di persone diverse, con metodi e intenzioni diverse, si è avuta sempre la stessa risposta dalle autorità: repressione, alla quale ovviamente ci siamo trovati davanti anche noi.
Repressione e malinformazione: i giornali hanno parlato di rave, musica e droga.

Tre parole chiave associate per confondere il lettore/cittadino, etichettare falsamente la serata, sminuire il tutto.
Quella sera non si può descrivere con quelle tre parole e basta, nonostante siano stati fermati dei partecipanti con sostanze stupefacenti; non si può perché è stato un breve respiro di libertà in una città chiusa, rigida e controllata; è stata un serata isolata di libera aggregazione, di rifiuto ai pregiudizi e schemi che la società capitalista impone nelle situazioni di socialità quotidiane.

All’interno dello stabile persone neanche mai viste tra di loro hanno collaborato e lavorato per ore al fine di migliorare le condizioni del posto: ripulire, chiudere i buchi, eliminare i pericoli.
Per poi dare vita a un evento musicale dove si è vista l’unione di generi musicali diversi, appartenenti a gente diversa, con culture differenti, che in quella sera han cantato, suonato, ballato e disegnato insieme per lo stesso motivo:
dire basta alla chiusura di questa città, che non ha mai lasciato spazio all’autogestione, alla libera aggregazione, all’arte, alla musica e ai giovani

 

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